il tarassaco (Taraxacum officinale Web.) è una delle piante più conosciute ed utilizzate, per diversi motivi: la sua grande diffusione, la possibilità di usare tutte le sue parti (radici, foglie, fiori, boccioli) sia per la salute che per la bellezza e l'alimentazione, e soprattutto la sua caratteristica di “pianta della tradizione” che da generazioni viene raccolta nei prati all'inizio della primavera!

Si tratta di una pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteracee (Composite), alta fino a 12 cm. con foglie molto lunghe e dentellate (da cui il nome popolare dente di leone), una grossa radice a fittone di colore bruno scuro e bianca all'interno, e infiorescenze giallo-dorate (comunemente considerate il fiore del tarassaco, ma in realtà formate da centinaia di fiorellini) che punteggiano i prati dalla primavera all'autunno e dai quali si sviluppa un frutto secco provvisto di un ciuffo di caratteristici peli bianchi che vengono strappati dal vento permettendo così la diffusione dei semi (o soffiati via per gioco: chi non ha mai soffiato sul “pappo” del tarassaco?).


Questa pianta rustica ed infestante è diffusa ampiamente in tutte le zone temperate nei campi, sulle sponde erbose, lungo le strade, in zone soleggiate o a mezz'ombra ed ha una gran varietà di nomi locali che alludono alle sue proprietà diuretiche (pisciacane, piscialetto) o alla morfologia (dente di leone, soffione, cicoria selvatica).

La tradizione popolare attribuisce al tarassaco numerose azioni sull'organismo, molte delle quali sono state confermate dalla ricerca scientifica. Infatti la radice della pianta contiene numerosi principi attivi come la tarassina dalle proprietà diuretiche e la tarassacina, un principio amaro utile per favorire la digestione. Ma è soprattutto sul fegato che il tarassaco svolge la sua azione favorendo la produzione della bile e il suo deflusso dalla cistifellea (per questo è controindicato in caso di presenza di calcoli biliari). Inoltre la presenza di inulina (fino al 25% nelle radici) spiega la sua azione di blando lassativo e probiotica (cioè di sviluppo della flora batterica intestinale). Oltre a queste sostanze le radici contengono colina, aminoacidi, vitamine A, B, C, PP, D, calcio, magnesio, ferro, silicio ma soprattutto potassio, tannini, zuccheri, carotenoidi e molte altre sostanze che si uniscono in un profilo unico, giustificando la popolarità di questa pianta dalle mille virtù.
Per questo il decotto, il succo o la soluzione idroalcolica di tarassaco sono particolarmente indicati in primavera per depurare il fegato e favorire la diuresi, aiutandoci ad eliminare le tossine, anche abbinandoli ad altre piante dall'azione sinergica come il carciofo, la bardana, la betulla, la pilosella, il ribes nero e il rosmarino.

Da sempre il tarassaco viene utilizzato anche in cucina, per creare insalate con le sue foglie giovani, raccolte all'inizio della primavera, usate da sole o con altre piante primaverili (tipica del Piemonte è l'insalata di tarassaco con uova sode). Anche i boccioli si consumano sott'aceto o sott'olio e le radici, raccolte in autunno quando sono ricche di inulina, vengono tostate per ottenere un surrogato del caffè. I fiori, privati del calice, possono arricchire le insalate o creare farciture insolite come nella ricetta che segue:

Crèpes ai fiori di tarassaco utilizzare soltanto i petali gialli di una trentina di fiori di tarassaco, tritarli grossolanamente ed impastarli con un po' di burro morbido e poco sale. Mescolare in una ciotola 2 uova, 100 grammi di farina, un bicchiere di latte, un cucchiaio di rhum, 2 cucchiai di zucchero, un po' di sale e una noce di burro fuso.Far riposare 1 ora, poi preparare delle piccole crèpes. Farcirle con il composto di fiori di tarassaco, arrotolarle, disporle su una teglia imburrata e infornarle per 10 minuti. Servirle cosparse di zucchero.

Infine l'infuso di fiori di tarassaco viene utilizzato come impacco schiarente della pelle anche in caso di efelidi e come tonico rinfrescante, ammorbidente ed addolcente. Il decotto delle radici sarà utile in caso di acne per l'azione depurativa. Il lattice bianco (tossico per uso interno!) veniva impiegato per eliminare le verruche.

bibliografia

 

  • “L'ossicrizio – storie di piante” Gianni Proserpio
  • “Manuale pratico di fitoterapia familiare” Paul Belaiche
  • “Piante selvatiche in cucina” Bruno Campolmi
  • “Cucinare con i fiori” Lina Marenghi


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