Le piante di Manuka sono arbusti sempreverdi della famiglia delle myrtacee originarie delle regioni a clima dolce e oceanico di Australia, Nuova Zelanda e Tasmania.
Appartengono al genere Leptospermum (L.scoparium prevalente in Nuova Zelanda e L.polygalifolium in Australia).
Questi cespugli che possono raggiungere i 3 metri di altezza hanno foglie piccole, coriacee, pungenti e di colore verde brillante e fiori bianchi o rosa.

Da milioni di anni le piante di Manuka crescono allo stato selvatico nelle zone più remote ed incontaminate e per quattro settimane ogni anno, in piena estate, ricoprono di fiori bianchi o rosa pendenze e vallate: in questo breve periodo le api raccolgono il nettare di Manuka e danno origine al miele utilizzato da secoli dalle popolazioni Maori, che sfruttavano anche le foglie profumate e la corteccia di questo arbusto per combattere raffreddori, problemi intestinali e per trattare ferite, ulcere della pelle e scottature.
Attualmente, grazie agli studi di alcuni ricercatori, vengono utilizzati in tutto il mondo l'olio essenziale e il miele ottenuti da questa pianta antica e solitaria.

Le ricerche scientifiche sul miele di Manuka sono relativamente recenti: nel 1981 il Dott. Peter Molan dell'Università di Waikato (Nuova Zelanda) scoprì che le straordinarie proprietà antibatteriche di questo miele non erano ascrivibili al solo perossido di idrogeno (presente in tutte le varietà di miele e responsabile dell'attività antibatterica e cicatrizzante di questo prodotto dell'alveare), ma fu solo nel 2008 che il professor Thomas Henle, della sezione di chimica alimentare dell'Università di Dresda, pubblicò le sue ricerche sul "Molecular Nutrition and Food Research" (link).
Questi studi rivelarono il vero responsabile dell'attività antisettica del miele di Manuka, e cioè il metilgliossale (MethylGliOxal = da cui la sigla MGO). Questo composto che si forma naturalmente nel nettare del fiore e viene raccolto dalle api, si ritrova nel miele in quantità variabili da 100 a 1750 mg/kg: una quantità enorme se paragonata a quella presente negli altri mieli (da 0 10 mg/kg) o in qualunque altro alimento (da 0 a 50 mg/kg/).
Inoltre il MGO rimane stabile al calore e alla luce ed è resistente all'attività enzimatica dell'organismo umano, quindi non è soggetto a degradazione come succede invece al perossido di idrogeno: per questo la sua azione antibatterica è più efficace e costante anche contro batteri resistenti quali Escherichia coli e Helicobacter Pylori.
Gli studi clinici sono ancora in corso per trovare altri campi d'azione per questo rimedio in uso da secoli e privo di effetti secondari: le controindicazioni riguardano unicamente le persone allergiche al miele e i diabetici (per i quali una ricerca dell'Università di Bratislava del 2011 sconsiglia anche l'uso esterno).
È importante sottolineare che l'azione di questo miele denso e dal gusto intenso ma piacevole (gradito anche ai bambini) è strettamente dipendente dalla concentrazione di MGO: il miele di Manuka "attivo" (o miele di Manuka UMF) deve contenerne almeno 100 mg/Kg, ma si trova in commercio anche miele contenente 550 mg/kg di MGO per il Manuka neozelandese e fino a 900 mg/kg di MGO per quello australiano. In particolare il miele di Berringa, proveniente dall'Australia sud-orientale, vicino a Brisbane, grazie al clima più caldo è risultato essere quello con maggiori concentrazioni di MGO (addirittura fino a 1750 mg/kg).
Il contenuto di MGO viene misurato sugli standard sviluppati dall'Università di Dresda: si tratta di un metodo scientificamente rigoroso, attendibile e riproducibile in ogni laboratorio e facilmente controllabile dal consumatore: più il numero è alto e maggiore sarà il potere antibiotico del miele: è importante quindi che la percentuale di MGO sia ben evidente sulla confezione.
L'azione antibatterica, cicatrizzante e antinfiammatoria del miele di Manuka viene sfruttata oggi in molti ospedali in tutto il mondo, soprattutto per il trattamento di ferite e ustioni: in questi casi è indispensabile affidarsi al medico, ma possiamo sfruttare i benefici di questo miele anche a casa, soprattutto per
  • disinfettare piccoli tagli e bruciature di lieve entità: non solo per l'azione disinfettante ma anche per la capacità di aiutare il sistema immunitario a combattere l'infezione e per l'azione cicatrizzante e di stimolo alla crescita di nuovo tessuto sano
  • trattare gengiviti, afte, acne e in generale i problemi di pelle e mucose aggravati da un'infezione batterica
  • alleviare disturbi digestivi di varia origine, quali gastriti, coliti, reflusso gastrico, presenza di Helicobacter pylori
  • sostenere il sistema immunitario per combattere tosse, mal di gola, raffreddori e influenza: uno dei grandi pregi di questo rimedio consiste nel non creare resistenza batterica, come accade invece a molti antibiotici.
Anche i bambini spesso colpiti da raffreddori ne trarranno beneficio. Possiamo quindi considerare il miele di Manuka come un dono della natura: sicuro, efficace e... dolcissimo.

sitografia

Berringa Italia
academia.edu
wikipedia

 

questo sito utilizza cookie propri e di terze parti per fini statistici e per facilitare la navigazione. proseguendo nella navigazione se ne accetta l'utilizzo.